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Alfabeto al femminile_”M” come MANTENIMENTO_part 2

Ho parlato del mantenimento “base” della ceretta e della palestra, ma che dire del mantenimento delle mani? Le donne che fanno la french manicure, o che applicano il gel o il nuovo ritrovato smalto che dura un mese, ma che non è invasivo come altri trattamenti semi-permanenti, sono puntualmente una volta al mese della professionista di riferimento per rinnovarne colore, taglio, limatura…   I piedi? Altra voce che nel mio budget è fissa come la ceretta. Vogliamo parlarne? Sono cresciuta con una mamma che ci teneva molto al proprio aspetto fisico  e che curava molto se stessa, ma , a differenza mia, faceva tutto in casa. Si arrangiava in tutto, ma la pedicure gliela faceva papà. Però non è che papà fosse maldestro, solo che pensava che mamma avesse una soglia alta del dolore… e puntualmente la tagliava. Il ricordo che conservo della pedicure di mia mamma è che puntualmente… ad un certo punto, lei prorompeva in una AHI!.. Che sia per questa ragione che i piedi me li toccano solo le mie amate estetiste?

Ad ogni buon conto, dopo un elenco simile, possiamo ancora dire che le donne a basso mantenimento esistono? Moltiplicate il prezzo dei “trattamenti base” per una volta al mese e fate i conti….

ABBIGLIAMENTO. Non mi dilungherò molto, salvo il fatto che ognuna di noi ha voci di spesa più o meno sostenuta a seconda dei capi di abbigliamento  e degli accessori. Scarpe borse… vestiti… LINGERIE…  nessuna donna scappa: anche questa è voce ampia nel budget femminile. [vai alle voci “A” come ABBIGLIAMENTO /ABBIGLIARSI o “A” come ACCESSORI]

TRUCCO E PARRUCCO. Altra dolorosa ammissione: ho i capelli bianchi. E li tingo. E non li tingo con le creme fai-da-te (come avrete capito, sono anche goffa): ci ho rinunciato quando, per l’ennesima volta, la consistenza della crema – a mio modesto avviso- non era al top ed ho aggiunto quel tantinello di acqua che mi pareva essere la cosa più giusta per ammorbidire l’impasto:e…. l’ho pagata cara.     Mi è colato tutto rovinosamente addosso, ed ho passato i successivi 30 minuti di posa a tamponare fronte, tempie, collo: certe cose non possono stressarmi così tanto. Stendo un pietosissimo velo sull’Henné perché solo a nominarlo mi viene a nausea l’odore di fieno che poi hanno i capelli… per non parlare dei riflessi rame oltraggioso che hanno assunto più volte i miei capelli bianchi: ho detto BASTA.

E’ inutile negarlo: la tintura al capello ti rende benevolo ostaggio del tuo coiffeur, col quale sviluppi una unione più salda di quella matrimoniale: perché per un marito –vuoi per caso o per necessità- un “piano B” lo trovi sempre: trovalo tu un altro coiffeur che ti sa comprendere come il tuo….

Voix budgetarie non da poco è quella che riguarda il trucco. Che vi siano detrattori o meno del trucco, trovo che le cose più belle su di esso le abbiano scritte Ovidio e Baudelaire. Nella sua Ars Amandi (edizione Mondadori, Collana L. Valla, a cura di E. Pianezzola, commento di G. Baldo, L. Cristante, E. Pianezzola), il grande poeta latino ammoniva le donne che si lasciavano ammirare dagli uomini mentre applicavano i belletti: era un gesto che equivaleva a mostrare le armi nascoste al “nemico” e rendeva il gioco della seduzione meno entusiasmante e meno competitivo, perché “Ista dabunt formam, sed erunt deformia visu, /multaque, dum fiunt, turpia, facta placent. – Queste cure vi daranno belleza, ma son brutte a vedersi:/molte cose non è gradevole vederle fare, è bello vederle fatte” (Arte di Amare, III, 217-218).

Da par suo, Charles Baudelaire (Scritti sull’Arte, Einaudi) era un entusiasta dell’uso del trucco poiché “Tutto quanto è bello e nobile è il risultato  della ragione e del calcolo” (Il pittore della vita Moderna, Elogio del Trucco): certo anch’egli apprezzava una dose di trucco né troppo vistosa e dunque, non troppo mondana, ma ne difendeva l’uso poiché esso ingentilisce e rende ancora più belli i tratti femminili: “il trucco non ha da nascondersi, né evitare di farsi percepire, al contrario, può esibirsi  se non proprio con affettazione, con una sorta di candore”. Come dargli torto?

Che voi siate del partito della grande distribuzione o che siate affezionate ai vostra crema della profumeria, o che, a queste due, voi preferiate la cosmesi ed i prodotti di farmacia (che ad oggi sono in forte crescita) poco importa: vi truccate, ed il vostro beauty ne è la conferma.

E non c’è niente di più bello che andare a comprarsi un rossetto quando si è giù di corda  e cercarne uno per darsi una botta di vita;  prendere uno smalto per rinfrescare il parco colori neutri perché l’anno passato era al top il cipria/nudo e adesso va il Blu Majorelle!; regalarsi una sontuosa crema per il corpo di LaPrairie, cercare un nuovo profumo, provare un ombretto azzurro che non aveste mai pensato potesse starvi tanto bene, curiosare le nuove nuances proposte per la nuova collezione, annusare le nuove creazioni di Diptyque, di Keiko Mecheri, di Miller Harris, riuscire ad agguantare l’ultima boccetta di smalto Chanel del colore introvabile e super alla moda….

E dopo tutte queste fatiche, i soldi spesi per farci belle e apprezzarci, non solo abbiamo il ciclo (!!!), ma ci domandiamo se siamo piacenti abbastanza e, visto che ne va della nostra autostima, se non vediamo subito dei risultati… andiamo dalla psico… altra voce del budget che serve a far quadrare il cerchio!

P.S. Mentre scrivevo questo post è apparsa sui giornali la notizia della giovane donna picchiata selvaggiamente dal marito (egiziano) a Porto Empedocle, rea di essersi tolta il velo solo perché era troppo caldo. Per molte donne la strada verso l’emancipazione è ancora ardua…e certe notizie si commentano da sole…

Alfabeto al femminile_”M” come MANTENIMENTO

Sul mantenimento non c’è verità più sacrosanta di quella scritta da Nora Ephron in “Harry, ti presento Sally”: questo post  vuole essere un omaggio alla memoria di una grande scrittrice (1941-2012).

Grazie Nora.

La scena è questa: Harry e Sally si trovano in un negozio: stanno cercando un regalo per la coppia di amici che si sposa. Harry trova un set karaoke ed inizia a cantare “Il calessino con le frange blu” quando, ad un tratto, la sua voce si strozza e smette. Rimane impietrito e senza parole nel vedere la propria ex-moglie stupenda ed in forma smagliante accompagnata da nuovo marito. Incapace di accusare il colpo, spiega a Sally – che lo conforta- che sua moglie secondo lui non stava bene poiché soffriva di ritenzione idrica a causa di caviglie troppo gonfie… ma soprattutto si augura che la storia finisca..perché la moglie è una donna ad ALTO MANTENIMENTO ed il nuovo compagno di certo non avrebbe saputo come fare per mantenere alti gli standards ai quali Harry era arrivato.

Ed è qui che il bello inizia. Secondo Harry le donne si dividono in tre categorie: quelle a basso mantenimento, quelle ad alto mantenimento e poi quelle che sono ad altissimo mantenimento, ma che pensano di essere esse stesse a basso mantenimento [categoria nella quale Harry ha incasellato Sally].

CONCORDO, SALVO IL FATTO CHE LE DONNE A BASSO MANTENIMENTO NON ESISTONO E VE NE SPIEGHERO’ LA RAGIONE DI SEGUITO.

Ogni  donna  che lavora è una donna organizzata: non importa quale mansione svolga, ma ogni donna , visto che spesso si ritrova a ricoprire più ruoli, ha sviluppato una ferrea legge interiore organizzativa… ed è nelle maglie di questo ordine che la voce mantenimento è la voce col più alto budget.

Il mantenimento è inteso come mantenimento fisico, psicologico nonché estetico: ci vuole un fisico bestiale diceva una canzone, ad essere donna, aggiungo io: è vero. Un mondo lavorativo ancora fortemente maschilista ci costringe a dover fare i conti un machismo occultato e/o palese in ogni grado di scala sociale e cursus honorum delle nostre professioni; la moda che a volte è croce, a volte delizia, ci spinge verso modelli di eterna giovinezza; non rinunciamo al lavoro, né alla maternità, né ai sogni né alle ambizioni: ma per fare tutto ciò le donne hanno voci di budget che l’altra parte del mondo ignora.

Eccole.

PALESTRA. Ho frequentato le palestre per un po’: un po’ per assecondare i voleri di mia madre che mi sognava e mi voleva fortemente magra, un po’ perché a volte, nella vita, ti ritrovi in situazioni nelle quali dire “no” risulta semplicemente  difficile.

Mi sono massacrata con gli attrezzi, con la ginnastica aerobica; ho perso i polmoni sul runner e  sulla cyclette talmente grondante di sudore e paonazza tanto da far impazzire il cardio; ho cercato invano di seguire le movenze impazzite di una insegnante nazista vestita come Jane Fonda per l’aerobica e, alla fine, sono giunta alla conclusione che in palestra ci vanno quelle che non hanno bisogno di andarci: per loro si tratta solo di “rassodare” ciò che già compatto è… niente a che fare con i cedimenti… dei quali io potrei scrivere un romanzo! Ma nonostante la mia avventura, la palestra ha una voce non da poco nel budget femminile: e i maschi che leggono (…forse) dovrebbero tenerne conto.

ESTETISTA. “Mi duole ammetterlo, ma ho i baffi” scriveva Nora Ephron nel suo libro “Il Collo mi fa impazzire” (Feltrinelli).

Mi duole ammetterlo a mia volta: tengo anch’io i baffi. E i peli. E crescono! E siamo TUTTE ALMENO UNA VOLTA AL MESE STESE SUL LETTINO DELL’ESTETISTA E FARCI INCERARE E SPINZETTARE: GAMBE INGUINE ASCELLE BRACCIA BAFFETTI SOPRACCIGLIA… perché i peli non danno tregua… e in estate crescono il doppio! E non mi venite a dire che con il rasoio è meglio: non lo è. Crescono duri e neri più che mai. Non parliamo delle creme depilatorie e dei vasetti di cera fai-da-te perché io da sola ho distrutto un bagno.

L’avventura con la crema depilatoria che in un attimo ti rende la pelle liscia e profumata con me non ha avuto particolare successo: ero impiastricciata di una malta rosa all’ammoniaca che vagamente sapeva di rosa: un disastro.

Altro disastro è la cera fai-da-te. Il pentolino se lo dimentichi un minuto in più sul fuoco raggiunge temperature laviche: strappati tu i peli dell’inguine quando è cosi… e poi, come si fa con la parte dietro delle gambe? Quella sola ed unica volta che ho chiesto aiuto a mio marito è stata una AGONIA. Per la serie: io gli dico: “tesoro: è semplice, stendi un velo di cera sul polpaccio [come diàmine ci si arriva da sole? Col tantra???!!!], applichi la striscia di carta, la fai ben aderire e poi strappi”. NON LO AVESSI MAI DETTO.     L’uomo era terrorizzato: Sei sicura? Ti faccio male? Vado? Posso? SIIIIIIIIIIIIIIIIIIII’, PER DIANA, strillo io che oramai mi vedevo con il primo strato di derma rimosso da quanto la cera si era pietrificata….

Decisi in quel momento che certe cose si lasciano fare alle professioniste: la ceretta in istituto è il top…forse magari gli strappi all’inguine possono dare noia, ma ciò è direttamente proporzionale al grado di “sgambatura” prescelto…e questo è un terreno che non posso non definire “intimo”…….

to be continued…

P.S. è a partire da una depilazione alle più su citate zone che è nato il libro “Zone Umide” di Ch. Roche, 2008, Rizzoli….