TI AMO COME SE AVESSI QUINDICI ANNI[1] | focus su “Gli ultimi libertini” di Benedetta Craveri

Vorrei avere quell’ésprit galante e fine, quella sottigliezza concisa e veloce del motto di spirito del Visconte Louis-Alexandre de Ségur per tessere le lodi di quel lavoro straordinario che è “Gli ultimi Libertini” di Benedetta Craveri (Adelphi editore), ma mi rintano in un comune ed umile Formidable chapeau, Madame!  per caldeggiare la lettura di questo saggio che si legge come un romanzo, scritto con una tale felicità compositiva e lessicale da essere un vero incantamento.

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Sette anni di lavoro, sette anni di ricerche, sette libertini, sette figure maschili iconiche a far da chiasmo ai precedenti saggi (sempre pubblicati da Adelphi) su altrettante e vieppiù figure femminili per tracciare i confini di quell’Antico Regime già scandagliato, narrato e reso fruibile dalla Professoressa Craveri con i precedenti saggi come “Madame du Deffand e il suo mondo”,  “La civiltà della conversazione” nonché dalla stupenda galleria di ritratti del beau monde che si susseguono in “Amanti e Regine”.

 Di Craveri ho letto tutte le grandi pubblicazioni, ma quest’ultima primeggia raffinata sulle altre, non solo per la meraviglia lessicale, ma soprattutto per l’eleganza -leggera come una crinolina di seta- della composizione.

Il saggio, che si compone come una grande galerie nella quale sfilano i ritratti del Duca di Lauzun, del Visconte Joseph-Alexandre de Ségur, del conte di Narbonne, del cavaliere di Boufflers, del conte Louis-Philippe de Ségur e del conte di Vaudreuil, affresca altresí quel mondo della corte e della nobiltà di Francia che poteva ben considerarsi “una grande famiglia”, nella quale vicende e destini si annodavano intricatissimi grazie alla fitta rete di parentele e di lettere che l’autrice ha ricostruito con paziente studio (e che un regesto monumentale ci offre).

A spazzar via quelle vite e quei destini fu il 1789, anno capitale e capitolo seminale alla quale l’autrice affida il riassunto di tutte quelle vite avventurose tratteggiate con garbo e delizia che si muovevano con onore, audacia, scaltrezza, cinismo e spregiudicatezza nella grande scacchiera della corte e delle residenze nobiliari.

Incontournable! 

A presto,

nichka

WEB LENS:

Intervista della Prof.ssa Craveri su Huffington Post e su Repubblica

 

[1] Lettera di Madame de Sabran al Cavaliere di Boufflers, 7 novembre 1787, p. 183.

A Tudor pattern for a contemporary Astrea

One of the most interesting aspects about the Métissages is that each juxtaposition reminds and follows a very peculiar path, starting from different investigations on adornment and identity , testifying the recurring of forms and their collisions.

The métissage I want you to “read”  hereby has its origin in the Elizabethan era: in this collection from Alexander McQueen designed by Sarah Burton, a “contemporary” girdle is embroidered and studded with pearls, recalling the splendour of Elizabethan portraits, enriched by a delicate lace ruffle, enhancing that typical Tudor crossed and studded pattern  which flourished during the reing of Astrea, the Virgin Queen.

The same studded intersection is the main ornamental motif of Raïssa Bump’s brooch, in which all the renaissance elements are concentrated in little small Tudor world: and the shape itself of the brooch, according to me, reminds to those velvety gowns, richly emboidered with pearls (cherished jewels for Queen Elizabeth, loved for their lunar light as they symbolized purity), both an armour and a medium of seduction, representing, a that time, the social status and  the identity of the wearer  and, nowadays, created for a new contemporary Astrea.

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Alexander McQueen (designer Sarah Burton), Two outfits from the Fall/Winter 2013-14 collection [source: Vogue Paris and Vogue.com via Pinterest]  and Raissa Bump,  faceted brooch, oxidized sterling silver, pyrite and silk thread, 2012 [source Sienna Patti Gallery via Pinterest]

Web lens:

Alexander McQueen catwalk on Vogue Paris

Alexander McQueen Collection catwalk on Vogue.com by MARK HOLGATE

Raïssa Bump via Sienna Patti

Raïssa Bump website

For Queen Elizabeth Tudor as Astrea see: Frances A. Yates, Astraea. The Imperial Theme in the Sixteenth Century, Routlege and Kegan Paul, London, 1975 (tr. it. Frances A. yates, Astrea. L’idea di Impero nel Cinquecento, Einaudi, Torino 1978).

a presto,

Nichka