Alfabeto al femminile_”M” come MANTENIMENTO

Sul mantenimento non c’è verità più sacrosanta di quella scritta da Nora Ephron in “Harry, ti presento Sally”: questo post  vuole essere un omaggio alla memoria di una grande scrittrice (1941-2012).

Grazie Nora.

La scena è questa: Harry e Sally si trovano in un negozio: stanno cercando un regalo per la coppia di amici che si sposa. Harry trova un set karaoke ed inizia a cantare “Il calessino con le frange blu” quando, ad un tratto, la sua voce si strozza e smette. Rimane impietrito e senza parole nel vedere la propria ex-moglie stupenda ed in forma smagliante accompagnata da nuovo marito. Incapace di accusare il colpo, spiega a Sally – che lo conforta- che sua moglie secondo lui non stava bene poiché soffriva di ritenzione idrica a causa di caviglie troppo gonfie… ma soprattutto si augura che la storia finisca..perché la moglie è una donna ad ALTO MANTENIMENTO ed il nuovo compagno di certo non avrebbe saputo come fare per mantenere alti gli standards ai quali Harry era arrivato.

Ed è qui che il bello inizia. Secondo Harry le donne si dividono in tre categorie: quelle a basso mantenimento, quelle ad alto mantenimento e poi quelle che sono ad altissimo mantenimento, ma che pensano di essere esse stesse a basso mantenimento [categoria nella quale Harry ha incasellato Sally].

CONCORDO, SALVO IL FATTO CHE LE DONNE A BASSO MANTENIMENTO NON ESISTONO E VE NE SPIEGHERO’ LA RAGIONE DI SEGUITO.

Ogni  donna  che lavora è una donna organizzata: non importa quale mansione svolga, ma ogni donna , visto che spesso si ritrova a ricoprire più ruoli, ha sviluppato una ferrea legge interiore organizzativa… ed è nelle maglie di questo ordine che la voce mantenimento è la voce col più alto budget.

Il mantenimento è inteso come mantenimento fisico, psicologico nonché estetico: ci vuole un fisico bestiale diceva una canzone, ad essere donna, aggiungo io: è vero. Un mondo lavorativo ancora fortemente maschilista ci costringe a dover fare i conti un machismo occultato e/o palese in ogni grado di scala sociale e cursus honorum delle nostre professioni; la moda che a volte è croce, a volte delizia, ci spinge verso modelli di eterna giovinezza; non rinunciamo al lavoro, né alla maternità, né ai sogni né alle ambizioni: ma per fare tutto ciò le donne hanno voci di budget che l’altra parte del mondo ignora.

Eccole.

PALESTRA. Ho frequentato le palestre per un po’: un po’ per assecondare i voleri di mia madre che mi sognava e mi voleva fortemente magra, un po’ perché a volte, nella vita, ti ritrovi in situazioni nelle quali dire “no” risulta semplicemente  difficile.

Mi sono massacrata con gli attrezzi, con la ginnastica aerobica; ho perso i polmoni sul runner e  sulla cyclette talmente grondante di sudore e paonazza tanto da far impazzire il cardio; ho cercato invano di seguire le movenze impazzite di una insegnante nazista vestita come Jane Fonda per l’aerobica e, alla fine, sono giunta alla conclusione che in palestra ci vanno quelle che non hanno bisogno di andarci: per loro si tratta solo di “rassodare” ciò che già compatto è… niente a che fare con i cedimenti… dei quali io potrei scrivere un romanzo! Ma nonostante la mia avventura, la palestra ha una voce non da poco nel budget femminile: e i maschi che leggono (…forse) dovrebbero tenerne conto.

ESTETISTA. “Mi duole ammetterlo, ma ho i baffi” scriveva Nora Ephron nel suo libro “Il Collo mi fa impazzire” (Feltrinelli).

Mi duole ammetterlo a mia volta: tengo anch’io i baffi. E i peli. E crescono! E siamo TUTTE ALMENO UNA VOLTA AL MESE STESE SUL LETTINO DELL’ESTETISTA E FARCI INCERARE E SPINZETTARE: GAMBE INGUINE ASCELLE BRACCIA BAFFETTI SOPRACCIGLIA… perché i peli non danno tregua… e in estate crescono il doppio! E non mi venite a dire che con il rasoio è meglio: non lo è. Crescono duri e neri più che mai. Non parliamo delle creme depilatorie e dei vasetti di cera fai-da-te perché io da sola ho distrutto un bagno.

L’avventura con la crema depilatoria che in un attimo ti rende la pelle liscia e profumata con me non ha avuto particolare successo: ero impiastricciata di una malta rosa all’ammoniaca che vagamente sapeva di rosa: un disastro.

Altro disastro è la cera fai-da-te. Il pentolino se lo dimentichi un minuto in più sul fuoco raggiunge temperature laviche: strappati tu i peli dell’inguine quando è cosi… e poi, come si fa con la parte dietro delle gambe? Quella sola ed unica volta che ho chiesto aiuto a mio marito è stata una AGONIA. Per la serie: io gli dico: “tesoro: è semplice, stendi un velo di cera sul polpaccio [come diàmine ci si arriva da sole? Col tantra???!!!], applichi la striscia di carta, la fai ben aderire e poi strappi”. NON LO AVESSI MAI DETTO.     L’uomo era terrorizzato: Sei sicura? Ti faccio male? Vado? Posso? SIIIIIIIIIIIIIIIIIIII’, PER DIANA, strillo io che oramai mi vedevo con il primo strato di derma rimosso da quanto la cera si era pietrificata….

Decisi in quel momento che certe cose si lasciano fare alle professioniste: la ceretta in istituto è il top…forse magari gli strappi all’inguine possono dare noia, ma ciò è direttamente proporzionale al grado di “sgambatura” prescelto…e questo è un terreno che non posso non definire “intimo”…….

to be continued…

P.S. è a partire da una depilazione alle più su citate zone che è nato il libro “Zone Umide” di Ch. Roche, 2008, Rizzoli….

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2 risposte a “Alfabeto al femminile_”M” come MANTENIMENTO

  1. E’ divertentissimo. Concordo pienamente con la considerazione sulle palestre. Esilarante. A me, si è boccata totalmente la schiena, Conseguenza : fisioterapia per due mesi. Concusione : mai più ginnastica in luoghi chiusi. Come dice il mio medico : la palestra non è un luogo spontaneo … meglio una bella camminata o pedalata in bicicletta.

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