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SONATA EN RED MAJEUR | A small anthology of movement on applied arts

Since from the moment I started posting my métissages  – a sort of dialogues between fashion and contemporary jewellery – I was very fascinated by the idea of movement.

In music the concept of movement is provided by the use of tempo: a precise indication given by the composer about the speed of a piece: in applied arts, on the contrary,  the challenge consists in suggesting this idea by using different media or even forcing techniques as goldsmithing, enamelling or silversmithing; by manipulating materials and mastering them so elegantly that movement is detected immediately. Have you ever thought about the difficult of gaining this?

So, I started thinking of a métissage majeur, in order to give an idea of movement thru the use of connections between details and arts, as a sort of little anthology of beauty and….this is my Sonata en red majeur!

Why in red? Because red is tumultuous.

(Of course you can start your path from wherever you want, and try to find your own personal direction, but if you want to start from one precise point and finish to one another, here’s the “order” from above left).

 HEIDEMARIE HERB, Red Brooch;  FENDI, SS 2014 coll.; YU HIRAISHI, Red Brooch;  BETTINA DITTLMANN, object/brocch;  LUCIA VENTURINI, Red skirt;  FLORA VÁGI, Red Anemone brooch;   LIANA PATTIHIS, Red brooch;   YOHJI YAMAMOTO, red dress – uncredited collection;  ALINA CARP, Ring;

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Fin dal momento in cui ho iniziato a postare i miei métissages – una sorta di dialogo tra moda e gioiello contemporaneo – mi ha molto affascinato l’idea di movimento: come fluisce? Che ritmo si può donare ad una spilla o ad un taglio di un abito? Come gioca e si sviluppa?

In musica il concetto di movimento è fornito dall’utilizzo del tempo: un’indicazione precisa data dal compositore sulla velocità di un pezzo: nelle arti applicate, al contrario, la sfida consiste nel suggerire questa idea utilizzando diversi mezzi espressivi financo addirittura forzando le tecniche esecutive, come possono essere  l’oreficeria, l’uso degli smalti o manipolando materiali in modo talmente elegante che il movimento viene rilevato immediatamente. Avete mai pensato alla difficoltà di ottenere tutto ciò?

 Così, ho iniziato a pensare di un métissage majeur, al fine di dare un’idea di movimento attraverso l’uso di  connessioni tra i dettagli e le arti, come una sorta di piccola antologia di bellezza e interdisciplinarietà……e questa è la mia Sonata en  red majeur!

 Perché in rosso? Perché il rosso è tumultuoso ed è “il grande chiarificatore”, come lo definiva Diana Vreeland.

Enjoy!

a presto,

Nichka

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A love supreme | La femminilità secondo Vionnet

Mi piace pensare che uno straordinario genius historiae sia l’artefice di felici congiunture nel solco dei secoli: momenti salienti e seminali nei quali si sono forgiate le idee per il divenire; momenti che hanno dato all’umanità qualcosa che non avrebbe mai potuto perdere. E’ stato così per la Atene  di Pericle, per la Roma augustea, per la Firenze di Cosimo e Lorenzo de’ Medici, per la Roma papalina e, giacché progrediamo in tutte le forme del sapere e del fare,  così è stato nell’ambito della moda quando, a cavallo del secolo, tre stiliste giganti come Coco Chanel, Madeleine Vionnet e Elsa Schiaparelli apparvero sulla scena, ciascuna con un proprio linguaggio; ciascuna con la propria opera;  ciascuna con la propria eredità che lasciò ai posteri.

Di Madeleine Vionnet il segno distintivo furono il taglio in sbieco e l’uso sapiente di tessuti che potessero accompagnare le movenze muliebri rendendole aggraziate e quasi fluttuanti di una beltà ultraterrena, resa, appunto, iperfemminile dal taglio in sbieco che si adattava al corpo molto più di quanto non lo facesse la corsetteria punitiva dei tempi precedenti.

Di Madeleine Vionnet oggi, come allora, si è voluto perseguire con slancio rinnovato, molto studio e raffinata ricerca del bello, la riproposizione di quei modelli che diedero alla donna una raffinatezza ed una eleganza tali da renderla indimenticabile: sogni di abiti per abiti da sogno.

Eccone alcuni in vetrina AL DUCA D’AOSTA in Padova (grazie!)

            Drappeggi e farfalle: l’assenza di peso e l’essenza della femminlità.

Ci sono abiti che, come le madeleines di Proust, rimandano ad un mondo di sogno, ad un passato glorioso di Dive eleganti ed irraggiungibili, di dee fluttuanti in drappeggi leggeri.

E non fa mistero che un grande stilista come Yohji Yamamoto [intervistato da Ligaya Salazar nel corso della mostra che lo ha visto protagonista al Victoria & Albert Museum lo scorso anno abbia confessato alla giornalista che gli domandava contro quali personalità della moda egli si confrontasse] abbia detto: “It’s funny, but I’m always fighting with female designers: Coco Chanel, Vionnet and Schiaparelli. Three geniuses I can’t beat / E’ divertente, ma mi ritrovo sempre a “lottare” con tre stiliste : Coco Chanel, Vionnet e Schiparelli. Tre geni che non posso battere” .        

            Anche i grandi stilisti stanno a guardare.….

A presto,
Nichka

BIBLIO LENS:

  • BETTY KIRKE, Madeleine Vionnet, foreword by Issey Miyake,  2012, Chronicle Books;
  • SYLVIE AUBENAS, VIRGINE CHARDIN, XAVIE DAMANGE, Elegance. The Seberger Brothers and the Birth of Fashion Photography, 2007, Chronicle Books;
  • PAMELA GOLBIN, PATRICK GRIES, Madeleine Vionnet, Rizzoli New York
  • LIGAYA SALAZAR, Yohji Yamamoto, exhibition catalogue, London, Victoria and Albert Museum, 13 march-12 july 2011, V&A 2011; http://www.vam.ac.uk/content/exhibitions/yohji-yamamoto/about/

RINGRAZIO LO STORE “AL DUCA D’AOSTA” PER IL PERMESSO ACCORDATOMI NEL FOTOGRAFARE LE VETRINE ELEGANTI E CURATE CHE MI HANNO REGALATO UN FREMITO DI FELICITA’.