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DIE BLAUE SEITE | Il Lato Azzurro

Il poeta Pierre Reverdy scrisse un giorno alla sua amica Misia Sert   “Cara amica teneramente amata, sappiate che nella mia vita, che non cessa di essere una sorda tortura, voi avete portato qualcosa che pesa –una felicità e anche una sofferenza-, perché è vero che non si ama veramente senza soffrire e voi siete tra coloro che amo fino al dolore. Mancate spesso alle mie braccia, alle mie labbra e al mio cuore. Siete un pezzetto della mia vita. Un lato azzurro….

 Queste tre sorrise parolette brevi mi hanno letteralmente folgorata: solo ai poeti, come agli artisti, è dato di intuire, pre-sentire e portare messaggi straordinari. Ignoro a cosa si riferisse quel “lato azzurro” di cui scriveva Reverdy: forse era la cupola del cielo che dai muri bianchi e salmodianti dell’Abbazia di Solesmes (nella quale egli si era ritirato negli ultimi anni della propria vita) egli intravvedeva e custodiva un pezzetto di immensità capace di raccogliere quanto egli avesse di più caro.

Forse, ancora, un planetario d’amore, intuibile nella sua infinità e non altrimenti misurabile nell’affetto; forse ancora (e chissà) un porto sicuro ove potersi sempre raccogliere.

Ho pensato molto a quei puntini di sospensione che sono come un invito a trovare in ciascuno di noi il proprio lato azzurro. Chi, cosa e come rende vivo e vivificante il proprio lato azzurro? E voi ne possedete uno? Vi siete mai fermati a pensare quale possa il vostro lato e con quale colore potrebbe esser tinto?

Da par mio, il mio lato azzurro è quello delle persone che ho accanto sempre, continue ed assidue (ovvio, direte); persone nelle quali ho trovato “famiglia” al di fuori degli stessi consanguinei (che pur mi sono vicini ); sono oggetti, ricordi, muse. Sono coloro che si stagliano vivi nella memoria o chi è sbiadito: chi ho cancellato dolorosamente e chi ho perso-ritrovato-e-perduto di nuovo….in una wunderkammer profilata di tenerezza e sofferenza.

 Stanze segrete nelle quali varcare la soglia continua ad essere un nuovo, incessante viaggio.

486177_501782299845338_327587142_nRita Marcangelo, brooch-spilla, argento e tessuto

IMG_20130222_081654Misia Sert: la Musa e chi, con essa mi ha ispirata.

IMG_20130331_200226La mia città: Padova.

IMG_20130406_221247Isola d’Istria -Izola (SLO): un pezzetto di cuore

IMG_20130331_110117Iris: perché il blu è sempre un invito.

IMG_20130331_105905Alfred Brendel: con Schubert.

IMG_20130331_192806Crepuscoli

IMG_20130312_193232Claudia Steiner, Brooch-spilla, colore acriclico. Microcosmi e cosmogonie

A presto,

Nichka

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Attualmente sul mio comò

ORIETTA ROSSI PINELLI, Le arti nel Settecento Europeo, Einaudi;

CALZO GINZBURG,  Storia Notturna. Una decifrazione del Sabba, Einaudi;

SALVATORE  SETTIS, Artisti e committenti fra Quattro e Cinquecento, Einaudi;

TRUMAN CAPOTE, A sangue freddo, Garzanti;

MADAME DE SEVIGNE, Lettres Choisies, Folio;

Sì, lo so, sono tanti, sono poderosi e sono per la maggior parte saggi: ma li tengo sul comò per ricordarmi che mi aspettano….