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7.083 GRAZIE

Dalla sua apertura il Bark conta fino a questi giorni 7.083 visite: che dire? Sono sorpresa, incantata, contenta! Sono soddisfatta, allegra…sono

 soprattutto riconoscente.

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GRAZIE, dunque, A CIASCUNO DI VOI.

Grazie a chi dà ispirazione, a chi corregge le bozze, a chi commenta, agli iscritti che pazienti attendono i post. Grazie a chi arriva, a chi va, a chi passa-guarda-e-va. Grazie a chi commenta, a chi dà il proprio pensiero, a chi dice la sua, a chi clicca mi piace e a chi si ferma e scopre qualcosa.

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Grazie a fan irriducibili, a coloro e che mi sostengono, a chi mi legge e trova interessante le piccole cose che scrivo.

I’m deeply grateful to each of you for following.

A presto,

Nichka

Lusso calma e voluttà

Ci sono piaceri nella vita che vanno assaporati senza esitazioni e sensi di colpa. Un peccato, un vero peccato di gola, va affrontato in tutta la sua conturbante tentazione: tutto d’un fiato e…fino in fondo. Dico questo perchè non so contare le volte che ho visto gli occhi consumarsi davanti alle vetrine delle pasticcerie, occhi di uomini e donne divoranti quelle delicate, perverse leccornie…e a me capita sempre con la vetrina della pralineria.

Confetti, cioccolatini, ganachés, marrons glacés, fiori canditi, …le gelatine di frutta….ecco per me sono la quintessenza dell’arte della pasticceria. Ed è per questa ragione che ho intitolato il capitoletto in questione ricordandomi di un verso di Charles Baudelaire: cosa avete provato mangiando un vero cioccolatino se non “lusso calma e voluttà”???

Nella mia pasticceria preferita c’è una vetrina riservata solo alla pralineria:sono anni che lì mi servo ed anni che osservo quei deliziosi vassoietti ricolmi di delicatezze come se guardassi le vetrine di Hermès, che dire: ammiro i ganaché moka come se fossero delle Birkin!

Il cioccolato è un’arte straordinaria: confezionare cioccolatini e deliziose praline è un’opera d’arte. Piccoli prodigi barocchi. Nel film di Joffé, Vatel, il protagonista e maestro di cerimonie del Gran Condé, crea dallo zucchero grezzo un cestino di frutta come regalo per una delle favorite del re: se “del poeta è il fin la meraviglia” questa nobile arte della pralineria diventa la sublimazione della pasticceria stessa. Così è anche per le confezioni di gelatine, per le violette candite, i marrons glacés……

La storia del cioccolato è affascinante: raffinato riflesso d’un impero che fu e porta di un nuovo mondo, fu una vera rivoluzione del gusto nel seicento e nel settecento. Montezuma, addirittura, pare ne bevesse cinquanta tazze al giorno di xocoatl: un vero afrodisiaco.

Ma, a parte per coloro che per il cioccolato hanno una vera allergia, mi chiedo: perché ne siamo sempre tentati e perché – come mi accade spesso- non riesco a dominarmi con questa prelibatezza?

Negli ultimi tempi il cioccolato ha sposato con profitto le spezie ed è diventato sempre più “noir”: una vera sfida per gourmets e gourmands, ma di fondo, perché ne siamo tanto “drogati”? Immagino che sia per le sue capacità antidepressive, per la sua capacità di poterci mettere in pace con il mondo quando con il mondo non c’è verso che andiamo d’accordo: una piccola gratifica che diventa immensa nel gusto. Perché il vero cioccolato non è soltanto amarissimo, ma dà sensazioni in bocca del tutto nuove: niente a che vedere con la memoria del gusto: è novità pura.  Sono lusso calma e voluttà.