Archivi del mese: novembre 2013

COMFORT MOOD

Ignoro chi per prima abbia coniato il concetto di comfort food, cibo che conforta: forse Nigella Lawson con le sue delizie divine o Ruth Reichl, o forse M.F.K. Fisher...o ancora Julia Child (ma forse per Julia il vero comfort food era il burro!), ma resta il fatto che il cibo che conforta è, ovviamente,  strettamente legato al nutrimento, allo stare bene, alla necessità di qualcosa di avvolgente e di profondamente ristoratrice.                    Non sto parlando -anche per esperienza- del conforto subitaneo avuto dall’aprire il frigo e dal cercare soddisfazione immediata, acritica: sto parlando di quelle ricette che si preparano sorridendo, anche se si è stanchi; parlo di quei piatti che ti rinfrancano dopo una dura giornata e che azzerano i malesseri, le paturnie, le ansie e le giornate “no”; parlo di quei momenti particolari che festeggiamo con una ricetta che ci fa stare bene – dal toast alla pièce montée (dipende dalla scultura di sé)…..perché ogni attesa è sempre ricompensata quando si tratta di comfort food.

20131102_101505_1

I do not know who first has coined the concept of comfort food, perhaps Nigella Lawson with her chocolate cakes or Ruth Reichl, or maybe MFK Fisher … or even Julia Child, but the fact remains that comfort food is closely related to nourishment, to feel good, to the need of something pleasant and cosy.  I’m not talking – by sad experience- to the sudden comfort you get opening the fridge, seeking relief uncritically, I’m talking about those recipes that you prepare smiling, even if you are tired …. Just because all expectations are always rewarded when it deals with comfort food.

IMG_20131102_232507

E allora, più che mai adesso, nella stagione dorata che si addentra nei rigori invernali, non solo sento il bisogno di comfort food, ma di comfort mood:  di momenti  o anche rituali che chiudano con quanto di poco piacevole ho passato e che aprano finestre diverse. Lo è accendere la candela, mettermi sotto la copertina con un bel libro e le mie letture…un buon tea, un bel film…parlare.     Rammento una vecchia amica di famiglia che, nonostante la casa ridotta in macerie dai lavori, riusciva a raccogliere tutta la sua tranquillità ricamando: concentrarsi sul ricamo l’aiutava a non pensare. Forse, in realtà, la ricerca del proprio comfort mood  non è il fuggire i problemi che ci assillano nel quotidiano, ma  trovare piacevole il quotidiano stesso….perché a volte, pur se salvifico, esso può diventare una gabbia.

742341

E allora, qual è il vostro COMFORT MOOD? Come vi ricompensate? Quale la vostra ricetta per combattere il grigiore? Siete di quelli della libroterapia? Della Filmoterapia? Scriveteci! Ditecelo!

C’è chi, infatti, riguarda un bel film e chi rilegge: nel mio comfort mood, per esempio, le riletture hanno uno spazio generoso: quando non è momento di prendere in mano un libro nuovo (accade) cerco e torno a Oscar Wilde: chi potrebbe mai stancarsi di Earnest?    Quando ho bisogno di un “viaggio” tra le belle cose d’arte che mi appassionano, apro gli scritti di Roberto Longhi o cerco un articolo di Mario Praz; oppure, il più delle volte, vado a fare un passeggiata nel Barsetshire….ma, appunto, dipende dal momento.   E…giusto per dare un’idea: la mia amica Francesca, tra un libro e l’atro, rilegge sapientemente Agatha Christie o Fred Vargas: perché alla fine è come ritrovare  dei vecchi amici (oops! ma questo non lo avevo già scritto in un altro post?!).

IMG_20131101_110436_1

And now, more than ever,  during the golden season that creeps into winter , I’m not only in need of comfort food , but also of  comfort mood: moments or even rituals  that give me closeness, pleasantness: nourishment for my soul.  Such as reading, talking…lighting a candle..a well arranged tea.       Moreover,  I think that probably, looking  for one’s own comfort is not a way to escape problems that hassle us day by day, but trying to live pleasantly everyday life …. because sometimes routine, even though protecting , could easily become a cage.

So, then, how about your COMFORT MOOD ? How do you reward  yourself? What is your recipe to replenish your moments with fulfillment? To me, for instance, is take  very ofetn a stroll on the Barsetshire…

Are  you for booktherapy o for filmtherapy? Please, let us know …and write!

IMG_20121124_174002

BIBLIO LENS:

Non c’è un vero e proprio libro sul comfort food, come non c’è una ricetta che ne dia l’esatta qualità e ne definisca l’essenza: ciascuno di noi ha il proprio cibo che conforta, ma se voleste saperne di più ecco un personale percorso di libri, scritti e figure che sul food hanno detto e dicono molto di più di quanto ci possa aspettare da una serie di ingredienti.

  •   Maddalena Caruso, Love Italian Food, Jacqui Small Publishing ;
  •  Nigella Lawson, How to be a domestic Goddess (tr.it DELIZIE DIVINE, Luxury books);
  •   Nigella Lawson, Nigella Express , Luxury books;
  •   Ruth Reichl , La parte più tenera, Ponte alle Grazie;
  •  Ruth Reichl , Confortatemi con le mele, Ponte alle Grazie;
  • Ruth Reichl , Aglio e zaffiri, Ponte alle Grazie; Ruth Reichl , Mai come mi madre, Ponte alle Grazie;
  •  Giuseppe Conte – Maria Rosa Teodori, La Cucina dell’anima. 99 ricette sapienziali, Ponte alle Grazie;
  •  L. Barr, PROVENCE, 1970. M.F.K. Fisher, Julia Child, James Beard, and the Reinvention of American Taste, Clarckson Potter Publishing;
  • M.F. K. FISHER, Biografia sentimentale dell’ostrica, Neri Pozza; Editore M.F. K. FISHER, Love in a dish and other pieces, Penguin Great Food;
  • Julia Child- Alex Proud’Homme, My life in France, Anchor Books;
  • Julia Child, Mastering the art of French Cooking, voll. 1-2, Penguin;
  •  Gabrielle Hamilton, Sangue, Ossa e Burro. L’educazione involontaria di uno Chef, Bompiani;

Anche per il comfort mood non c’è una ricetta, come ho scritto più su, ognuno ha il proprio, però in fatto di letture che possano rincuorare, ristorare, e darvi una mano ecco un paio titoli

  •   Erin Blakemore, La biblioteca delle donne, Orme;
  •   Ella Berthoud – Susan Elderkin, Curarsi con i libri, Sellerio;

A presto,

Nichka

UN ROMAN DE LA ROSE

Parlare della Rosa è cercare di farsi largo tra la numerosa produzione in versi e in prosa che questo meraviglioso fiore ha ispirato: cantata nel celeberrimo Le Roman de la Rose di Guillaume de Lorris e di Jean de Meung, dapprima come allegoria dell’amor cortese poi come conquista vera e propria dell’amata in senso carnale, ad essa si sono associati numerosi simboli ed allegorie che ne han fatto senza dubbio la regina dei fiori.

E mentre nel Contrasto di Cielo D’Alcamo la “Rosa fresca aulentissima sembra un poco perdere quello smalto cortese, essa lo riacquista tutto con Pierre de Ronsard e con la Pléiade quando -nelle Odi a Cassandra– egli cantava la fugace bellezza con

Mignonne, allons voir si la rose
Qui ce matin avoit desclose
Sa robe de pourpre au Soleil,
A point perdu ceste vesprée
Les plis de sa robe pourprée,
Et son teint au vostre pareil.

Las ! voyez comme en peu d’espace,
Mignonne, elle a dessus la place
Las ! las ses beautez laissé cheoir !
Ô vrayment marastre Nature,
Puis qu’une telle fleur ne dure
Que du matin jusques au soir !

Donc, si vous me croyez, mignonne,
Tandis que vostre âge fleuronne
En sa plus verte nouveauté,
Cueillez, cueillez vostre jeunesse :
Comme à ceste fleur la vieillesse
Fera ternir vostre beauté.

Dolcezza, andiamo a vedere se la rosa
che stamane aveva dischiuso
la sua veste di porpora al sole
ha perduto stasera
le pieghe della sua veste purpurea
e il colorito simile al vostro.

Ahimè, vedete come in sì breve spazio,
dolcezza, ella ha, al suolo,
lasciato cadere le sue bellezze!
O natura veramente matrigna
poi che un tal fiore non dura
che dal mattino fino alla sera!

Dunque, credetemi, dolcezza,
finché la vostra età fiorisce
nella sua più verde freschezza,
cogliete, cogliete la vostra giovinezza:
come a questo fiore, vecchiezza
farà appassire la vostra beltà .


1370864230049

In full bloom roses expand their beauty: example of love and a quest of love in Le Roman de la Rose, they are undoubtedly attractive such as they are: ready to be caught and “conquered”.  As a quête d’amour, the rose was sung by all those waves of youth that engraved the history of literature: one of these was the french Pléiade with Pierre de Ronsard. In his Ode à Cassandre he deals with the concept of beauty: as a rose is young in the morning but suddenly ready to fade the next day, so beauty easily dissolves…

Ma le rose continuano ad essere belle quando inziano ad appassire, con quel sospetto wabi che intacca il velluto dei petali.

IMG_20131111_070357But roses are remakable even when they start  to fade and their beauty is still fascinating.

20131105_082402_2with a supçon wabi damaging the velvety touch of petals.

Fino a che non appassiscono completamente.

20131105_082402_1until the fade completely.

Ma le rose rinascono e sono stupende nelle loro nuove vite, come la spilla “Rosenblüten” di Carmen Hauser, nella quale i petali di rosa, essiccati, pressati ed incollati l’uno all’altro da strati di collante, sono riportati all’originaria bellezza della natura.

Carmen hauser rosaCarmen Hauser, Rosenblüten – brooch, Rose petals, resin, silver, rock crystal. Courtesy of the artist

But roses are stunning in their new lives: in Carmen Hauser‘s brooch “Rosenblüten”  rose petals are dried, pressed and glued to one another by layers recalling “the pristine beauty of nature” (Art Aurea Magazine, n.4 Winter issue, p. 85).

La bellezza della gioielleria contemporanea risiede nella sua non convenzionalità: vuoi per uso dei materiali, per la ricerca condotta da ciasun artista nel proprio campo, vuoi ancora per il messaggio che alcune opere veicolano. Per questo penso che l’affidarsi a tecniche e materiali non preziosi renda gli oggetti ancor più affacinanti poiché la creatività è costantemente ricercata.    In questo solco si muove la strabiliante  Mirjam Hiller.  La sua spilla “Venturium Pink”  richiama alla mia mente una messe di piccoli petali…che altro non è se non una corolla di acciaio: intagliato, piegato, decorato per un risultato davvero affascinante.

IMG_20130415_223939Mirjam Hiller, brooch “Venturium pink” -2012 , stainless steel and powdercoating

Mirjam Hiller on her work:

The fascination of man-made constructions,
the inspiration coming from the flora, with its never-ending variety and depth of detail,
the boundless wealth and complexity of emotions,
the enthusiasm for simplicity behind complex structures,
the necessity to explore the balance between total control and coincidental incidents,
the permanent longing for intensity and enchantment,
the carving to see what is filling me out inside taking on a shape in my hands,
all this allows my jewelry to grow.


BOOK LENS:

  • E.R. Curtius, la littérature Européenne et le moyen âge latin, PUF, 1956;
  • Le Roman de La Rose par Guillaume de Lorris et Jean de Meung;
  • Le roman de la Rose: l’art d’aimer au Moyen âge, catalogo della mostra a cura di N. Coilly e M.H. Tesnière- Paris, BNF 6 nov 2012-17 feb 2013.            Vedi anche: http://expositions.bnf.fr/aimer/
  • Christine de Pizan, Le Livre de la Cité des Dames;
  • Christine de Pizan, Il dibattito sul Romanzo della rosa, trad. e a cura di B. Garavelli, 2006;
  • Pierre de Ronsard fra gli astri della Pléiade, introduzione e cura di Maria Luisa Spaziani, Mondadori;
  • Per il concetto WABI vedi:
  • L. Koren, Wabi-Sabi per artisti, designer, poeti e filosofi, Ponte alle Grazie
  •   A. Vervoordt, Sprito Wabi, L’Ippocampo;

A presto,

Nichka