Archivi del mese: aprile 2013

MINDSCAPES & SKYLINES | Ode to New York

CAPITOLO PRIMO: New York era la sua città e Brooklyn il suo quartiere: proprio lì vi cresceva un albero che forse, alla fine, era anche un po’ come lei, capace di resistere al cemento come alle avversità e alle difficoltà della vita…senza mai perdere la forza di andare avanti e crescere.

IMG_20130422_141232

No, mi pare che non ci siano: troppo strappalacrime? Ricomincio daccapo

CAPITOLO PRIMO: Era troppo romantica nei riguardi di New York, come lo era per Manhattan e tutto ciò che la città aveva da offrire. Trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico: gente che andava e veniva, piena di tipi in gamba e donne che vi lavoravano con talento o che vi arrivavano per la prima volta piene di aspettative e di apprensione per il futuro.

IMG_20130221_064913

IMG_20130420_104419

Mi pare buono, ma….proviamo con questo                                                                               

CAPITOLO PRIMO: Adorava New York, no, meglio, la mitizzava smisuratamente. Per lui, in qualunque stagione era una città in bianco nero che pulsava dei ritmi dei grandi motivi di George Gershwin e del jazz. Era la città dei gangster, delle custodie di sax, dei grandi affaristi e di chi si era fatto da solo. Era la città che celava segreti, era la città di gente come J.P. Morgan e Henry Frick: era la città dei grandi come era la città dei commessi.

IMG_20130418_081017

IMG_20130418_080853

Non no…già sentito….SI’..PERO’ FORSE…

CAPITOLO PRIMO: Adorava New York: amava osservare la gente che portava a spasso il cane per Central Park o si fermava a prendere un caffè: adorava gli angoli nascosti e le piccole dolcezze che avrebbero potuto entrare in una guida del gusto. Gli piaceva pensare allo straordinario incrociarsi di storie, belle o brutte che fossero, di destini tragici e di felicità ritrovate col silenzio, con le lacrime e col dolore. Si incrociavano destini, amori, forse. Ma soprattutto storie, la sua, come quella degli altri.

IMG_20130223_161128

IMG_20130417_133129

IMG_20130419_070346

IMG_20130422_141547

IMG_20130418_081500(1)

IMG_20130418_082010

Non male, però ammettiamolo: triste…     Ecco! Adesso ci sono!

CAPITOLO PRIMO: New York era la sua città e lo sarebbe sempre stata.

IMG_20130418_194006Film frame da “Manhattan” (Woody Allen, 1979)

Non ho mai visto New York e conto presto di poter dare la giusta geografia al mio panorama mentale: questo post è liberamente ispirato a “Manhattan” di Woody Allen.

IMG_20130425_083043

Ringrazio Francesca Esse per Auster e la Libreria Altrevoci per la consulenza nonché per tutti i libri forniti!

 ♥

A presto,

Nichka

DIE BLAUE SEITE | Il Lato Azzurro

Il poeta Pierre Reverdy scrisse un giorno alla sua amica Misia Sert   “Cara amica teneramente amata, sappiate che nella mia vita, che non cessa di essere una sorda tortura, voi avete portato qualcosa che pesa –una felicità e anche una sofferenza-, perché è vero che non si ama veramente senza soffrire e voi siete tra coloro che amo fino al dolore. Mancate spesso alle mie braccia, alle mie labbra e al mio cuore. Siete un pezzetto della mia vita. Un lato azzurro….

 Queste tre sorrise parolette brevi mi hanno letteralmente folgorata: solo ai poeti, come agli artisti, è dato di intuire, pre-sentire e portare messaggi straordinari. Ignoro a cosa si riferisse quel “lato azzurro” di cui scriveva Reverdy: forse era la cupola del cielo che dai muri bianchi e salmodianti dell’Abbazia di Solesmes (nella quale egli si era ritirato negli ultimi anni della propria vita) egli intravvedeva e custodiva un pezzetto di immensità capace di raccogliere quanto egli avesse di più caro.

Forse, ancora, un planetario d’amore, intuibile nella sua infinità e non altrimenti misurabile nell’affetto; forse ancora (e chissà) un porto sicuro ove potersi sempre raccogliere.

Ho pensato molto a quei puntini di sospensione che sono come un invito a trovare in ciascuno di noi il proprio lato azzurro. Chi, cosa e come rende vivo e vivificante il proprio lato azzurro? E voi ne possedete uno? Vi siete mai fermati a pensare quale possa il vostro lato e con quale colore potrebbe esser tinto?

Da par mio, il mio lato azzurro è quello delle persone che ho accanto sempre, continue ed assidue (ovvio, direte); persone nelle quali ho trovato “famiglia” al di fuori degli stessi consanguinei (che pur mi sono vicini ); sono oggetti, ricordi, muse. Sono coloro che si stagliano vivi nella memoria o chi è sbiadito: chi ho cancellato dolorosamente e chi ho perso-ritrovato-e-perduto di nuovo….in una wunderkammer profilata di tenerezza e sofferenza.

 Stanze segrete nelle quali varcare la soglia continua ad essere un nuovo, incessante viaggio.

486177_501782299845338_327587142_nRita Marcangelo, brooch-spilla, argento e tessuto

IMG_20130222_081654Misia Sert: la Musa e chi, con essa mi ha ispirata.

IMG_20130331_200226La mia città: Padova.

IMG_20130406_221247Isola d’Istria -Izola (SLO): un pezzetto di cuore

IMG_20130331_110117Iris: perché il blu è sempre un invito.

IMG_20130331_105905Alfred Brendel: con Schubert.

IMG_20130331_192806Crepuscoli

IMG_20130312_193232Claudia Steiner, Brooch-spilla, colore acriclico. Microcosmi e cosmogonie

A presto,

Nichka