Archivi del mese: marzo 2013

THE ROAD NOT TAKEN | Spleen de Paris

Con la bella stagione che si affaccia, accade sempre più spesso di imbattersi in turisti che, cartina alla mano, non sanno come orientarsi in città: desiderosi di non perdersi nemmeno una delle ricchezze menzionate sul proprio baedeker, li vedi girare in tondo, magari allo stesso monumento, senza capire che l’entrata introvabile si cela proprio là dietro…

E ciò lo ascrivo alla normalità del turismo, in una città medio-grande, abbastanza conosciuta e con buone cose da visitare. Insolito, per contro, è imbattersi in un turista che non sa che strada prendere perché il proprio tablet si sta connettendo al gps per avere l’esatta posizione. Incerto se guardarsi intorno e domandare, aspetta paziente il segnale di avvenuto aggancio satellitare…

Ecco -ho pensato- il turismo nell’era di internet e del condivido-tutto-con-tutti-mi-piace. Ecco -mi son detta, poi- allargando un po’ di più il pensiero, un altro dei tasselli di questa società del tutto-va-bene: l’impossibilità di perdersi. Inoltre oggigiorno non è possibile arrossire: abbiamo una pillola contro la timidezza; non possiamo perderci perché è il navigatore che ci guida; non possiamo sbagliare, non possiamo cambiare rotta: perché “ricalcolare” costa tempo. Però, ed allargo ancora di più la mia riflessione, siamo oramai portati “naturalmente” a rimuovere (lo dico in accezione psicanalitica) tutto ciò che può creare scompenso, afflizione, ansia o il semplice “ricalcolo”. Rimuoviamo i concetti di dolore, ansia, morte: li accantoniamo, perché oramai è cosa buona e giusta farlo.

Sia chiaro, trovo giusto e corretto e utile usare il gps che ti indica la via quando sei al lavoro e occorre spostarsi da un luogo all’altro: il navigatore ha salvato molte volte anche me, ma quando il tempo è quello “libero”, perché non liberarsi del tutto?

I ricordi più belli e contenti che ho sono stati quelli procurati da una risata che ha rotto un silenzio sin troppo ossequioso; quando sono arrossita, quando la strada l’avevo perduta, quando invece di girare a destra ho girato a sinistra. Quando ho preso la strada non presa, il sentiero meno battuto.

Two roads diverged in a yellow wood
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;

Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that the passing there
Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I –
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.

***

Divergevano due strade in un bosco
ingiallito, e spiacente di non poterle fare
entrambe uno restando, a lungo mi fermai
una di esse finché potevo scrutando
là dove in mezzo agli arbusti svoltava.

Poi presi l’altra, così com’era,
che aveva forse i titoli migliori,
perché era erbosa e non portava segni;
benché, in fondo, il passar della gente
le avesse invero segnate più o meno lo stesso,

perché nessuna in quella mattina mostrava
sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno!
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
dubitavo se mai sarei tornato.

lo dovrò dire questo con un sospiro
in qualche posto fra molto molto tempo:
Divergevano due strade in un bosco, ed io…
io presi la meno battuta,
e di qui tutta la differenza è venuta

ROBERT FROST, 1920.

***

Con la bella stagione che si affaccia, accade sempre più spesso che ho voglia di Parigi: Gertrude Stein diceva “l’America è il mio paese, Parigi la mia città”: come la capisco. Ho una mappa mentale ed una geografia del cuore che mi lega a quella città: adesso, a marzo, con l’aria che si fa tenera, un spleen mi avvolge e mi insegue…

 Per chi vi andasse per la prima volta e per chi vi facesse ritorno (perché la gioia del ritorno ti strega) vi esorto a prendere la strada meno battuta e a perdervi: il resto lo farà la città…assieme alle “non-guide” che vi lascio di seguito (sembrerà strano, ma ci sono delle guide fatte apposta per perdersi)…

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(grazie a F. per il dono offertomi !)

IMG_20130219_090256(grazie e E. per il dono offertomi!)

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Per lo stile

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Per essere “à la page”

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Per pianificare un “Retour de Swann”

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Per non dimenticare, o rimedio anti-spleen (…o quasi)

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WEB LENS:

Dedico questo post a F.D.: per Frost, per Parigi e perché lei sa perché: ♥

Ringrazio anche e sempre la preziosa Libreria Altrevoci per per le ricerche e i suggerimenti: insostituibili ed impagabili! ♥

A presto,

Nichka