A love supreme | La femminilità secondo Vionnet

Mi piace pensare che uno straordinario genius historiae sia l’artefice di felici congiunture nel solco dei secoli: momenti salienti e seminali nei quali si sono forgiate le idee per il divenire; momenti che hanno dato all’umanità qualcosa che non avrebbe mai potuto perdere. E’ stato così per la Atene  di Pericle, per la Roma augustea, per la Firenze di Cosimo e Lorenzo de’ Medici, per la Roma papalina e, giacché progrediamo in tutte le forme del sapere e del fare,  così è stato nell’ambito della moda quando, a cavallo del secolo, tre stiliste giganti come Coco Chanel, Madeleine Vionnet e Elsa Schiaparelli apparvero sulla scena, ciascuna con un proprio linguaggio; ciascuna con la propria opera;  ciascuna con la propria eredità che lasciò ai posteri.

Di Madeleine Vionnet il segno distintivo furono il taglio in sbieco e l’uso sapiente di tessuti che potessero accompagnare le movenze muliebri rendendole aggraziate e quasi fluttuanti di una beltà ultraterrena, resa, appunto, iperfemminile dal taglio in sbieco che si adattava al corpo molto più di quanto non lo facesse la corsetteria punitiva dei tempi precedenti.

Di Madeleine Vionnet oggi, come allora, si è voluto perseguire con slancio rinnovato, molto studio e raffinata ricerca del bello, la riproposizione di quei modelli che diedero alla donna una raffinatezza ed una eleganza tali da renderla indimenticabile: sogni di abiti per abiti da sogno.

Eccone alcuni in vetrina AL DUCA D’AOSTA in Padova (grazie!)

            Drappeggi e farfalle: l’assenza di peso e l’essenza della femminlità.

Ci sono abiti che, come le madeleines di Proust, rimandano ad un mondo di sogno, ad un passato glorioso di Dive eleganti ed irraggiungibili, di dee fluttuanti in drappeggi leggeri.

E non fa mistero che un grande stilista come Yohji Yamamoto [intervistato da Ligaya Salazar nel corso della mostra che lo ha visto protagonista al Victoria & Albert Museum lo scorso anno abbia confessato alla giornalista che gli domandava contro quali personalità della moda egli si confrontasse] abbia detto: “It’s funny, but I’m always fighting with female designers: Coco Chanel, Vionnet and Schiaparelli. Three geniuses I can’t beat / E’ divertente, ma mi ritrovo sempre a “lottare” con tre stiliste : Coco Chanel, Vionnet e Schiparelli. Tre geni che non posso battere” .        

            Anche i grandi stilisti stanno a guardare.….

A presto,
Nichka

BIBLIO LENS:

  • BETTY KIRKE, Madeleine Vionnet, foreword by Issey Miyake,  2012, Chronicle Books;
  • SYLVIE AUBENAS, VIRGINE CHARDIN, XAVIE DAMANGE, Elegance. The Seberger Brothers and the Birth of Fashion Photography, 2007, Chronicle Books;
  • PAMELA GOLBIN, PATRICK GRIES, Madeleine Vionnet, Rizzoli New York
  • LIGAYA SALAZAR, Yohji Yamamoto, exhibition catalogue, London, Victoria and Albert Museum, 13 march-12 july 2011, V&A 2011; http://www.vam.ac.uk/content/exhibitions/yohji-yamamoto/about/

RINGRAZIO LO STORE “AL DUCA D’AOSTA” PER IL PERMESSO ACCORDATOMI NEL FOTOGRAFARE LE VETRINE ELEGANTI E CURATE CHE MI HANNO REGALATO UN FREMITO DI FELICITA’.

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