Archivi del mese: novembre 2012

Follow the thread | FILO ROSSO 2012

Salvò Teseo dal Minotauro, aiutò Adso da Melk ad uscire dalla biblioteca proibita ne “Il Nome della Rosa” e ciascuno di noi, come vuole l’antichità classica, ne possiede uno che viene steso, avvolto e tagliato. Simboleggia la vita nel suo divenire ed è legato al destino che le Moire (o Parche) tessono per noi. E’ il filo che lega tessuti, vite, incontri amicizie. E’ il filo che, per primo e composto, crea la trama e l’ordito ed è un filo che vuol essere un invito alla creatività quello di un progetto bellissimo che la nostra bloGazette è lieta di promuovere qui:

Promosso dal Comune di Muggia e in collaborazione con Agc – Associazione Gioiello Contemporaneo, siamo contenti di poter pubblicare il testo di presentazione della curatrice del Progetto, Dott.ssa ISABELLA BEMBO (grazie!)

La terza edizione di FiloRosso desidera essere una nuova occasione di creatività e d’incontro. Il filo rosso, tanto spesso legato al destino, desidera unire più che mai la capacità progettuale, di ricerca e di espressione del maggior numero possibile di artisti che si esprimono con la creazione del gioiello contemporaneo. Gioielli che parlano spesso utilizzando materiali insoliti, diversi, che riadattano e rinventano metalli e materie scoprendo un nuovo modo per raccontare le storie del quotidiano, ma anche le favole che fanno sognare. La «preziosità» non è solo il valore intrinseco della materia utilizzata per queste creazioni, ma è anche l’aura che queste realizzazioni emanano, comunicando ricchezze diverse, non sempre visibili agli occhi. Il tessuto vuole essere, come nelle precedenti edizioni, il « filo rosso » che accomuna questi gioielli, il trait d’union comune che permette ad ogni artista una nuovaricerca, un nuovo limite da oltrepassare, un nuovo mondo da scoprire.

PREMIO FILO ROSSO 2008 Veronica Iviani, Bracciale “Giulia” metallo, argento, tessuto, cm 12x8x8      [VERONICA IVIANI, nata nel 1990, appena diciottenne ed iscritta allora all’Istituto d’arte “Enrico e Umberto Nordio” di Trieste vinse il Premio Filo Rosso 2008 ]

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La troisième édition de FiloRosso veut être une nouvelle opportunité pour créer à la fois des bijoux et des rencontres. Le fil rouge, si souvent liée au destin, veut, plus que jamais, tisser des liens entre la capacité d’invention et le langage créatif du plus grand nombre d’artistes qui s’expriment à travers la création de bijoux contemporains. Bijoux qui vivent souvent à travers l’utilisation de matériaux inhabituels et d’approches différentes pour tirer partie des métaux et des matières, nous faisant découvrir une nouvelle façon de raconter les histoires de la vie quotidienne, mais aussi les histoires qui font rêver. Le «précieux» n’est pas seulement lié à la valeur propre au matériel utilisé pour ces créations, mais aussi l’aura que ces réalisations dégagent en communiquant une autre richesse qui n’est pas toujours visible à nos yeux. Comme dans les éditions précédentes, le tissu veut êtrè « le fil rouge » commun à ces bijoux, le trait d’union qui permet à chaque artiste une nouvelle recherche, une nouvelle limite à dépasser, un nouveau monde à découvrir.

PREMIO FILOROSSO 2010 Flavia Eleonora Michelutti, Cammeo con vista pz.1980, seta/filo di poliestere bianco e rosso/ottone, cm. 7 x 100  [Statement dell’artista: “Vedo il gioiello come possibile mezzo di comunicazione tra l’intimità di chi lo indossa e lo spettatore.   Un’immagine sospesa, un lavoro a togliere, sintetizzare la forma e i colori. Ho cucito la seta a pieghe sottili uscendo con il filo dal tessuto,­in modo da poterlo utilizzare come laccio. La medaglia è cucita con  filo rosso in poliestere.]

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The third edition of FiloRosso wants to be a new opportunity to create both jewelry and meetings. So often tied to the fate, the red wire wants, more than ever, forge links between the power of invention, the research and a new-fashioned language of the greatest number of artists who express themselves through the creation of contemporary jewelery. Jewelry often talk through the unusual materials and the different approaches used. It takes advantage of metals and materials, showing us a new way to tell stories of everyday life and tales which allow us to daydream. The «preciousness» is not only the real value of the materials used to create these objects, but also serves to give them off a special aura and convey feelings and a sense of opulence not ever detectable to the human eye. As in previous editions, the fabric will be the common element – the red thread – in these jewels, the hyphen which allows each artist a new search, a new limit to be exceeded, a new world to disco

Isabella Bembo

FOLLOW, ovvero il mio tentativo molto childish di scrivere col filo…

WHERE: Museo d’arte Moderna « Ugo Carà » – Muggia – Trieste

WHEN: 12.12. 2012 – 13.01.2013

SEE:AGC – ASSOCIAZIONE GIOIELLO CONTEMPORANEO

THE MORNING BARK ringrazia sentitamente la Dott.ssa Isabella Bembo nonché AGC – Associazione Gioiello Contemporaneo per il prmesso accordato nella pubblicazione della presentazione del progetto.

A love supreme | La femminilità secondo Vionnet

Mi piace pensare che uno straordinario genius historiae sia l’artefice di felici congiunture nel solco dei secoli: momenti salienti e seminali nei quali si sono forgiate le idee per il divenire; momenti che hanno dato all’umanità qualcosa che non avrebbe mai potuto perdere. E’ stato così per la Atene  di Pericle, per la Roma augustea, per la Firenze di Cosimo e Lorenzo de’ Medici, per la Roma papalina e, giacché progrediamo in tutte le forme del sapere e del fare,  così è stato nell’ambito della moda quando, a cavallo del secolo, tre stiliste giganti come Coco Chanel, Madeleine Vionnet e Elsa Schiaparelli apparvero sulla scena, ciascuna con un proprio linguaggio; ciascuna con la propria opera;  ciascuna con la propria eredità che lasciò ai posteri.

Di Madeleine Vionnet il segno distintivo furono il taglio in sbieco e l’uso sapiente di tessuti che potessero accompagnare le movenze muliebri rendendole aggraziate e quasi fluttuanti di una beltà ultraterrena, resa, appunto, iperfemminile dal taglio in sbieco che si adattava al corpo molto più di quanto non lo facesse la corsetteria punitiva dei tempi precedenti.

Di Madeleine Vionnet oggi, come allora, si è voluto perseguire con slancio rinnovato, molto studio e raffinata ricerca del bello, la riproposizione di quei modelli che diedero alla donna una raffinatezza ed una eleganza tali da renderla indimenticabile: sogni di abiti per abiti da sogno.

Eccone alcuni in vetrina AL DUCA D’AOSTA in Padova (grazie!)

            Drappeggi e farfalle: l’assenza di peso e l’essenza della femminlità.

Ci sono abiti che, come le madeleines di Proust, rimandano ad un mondo di sogno, ad un passato glorioso di Dive eleganti ed irraggiungibili, di dee fluttuanti in drappeggi leggeri.

E non fa mistero che un grande stilista come Yohji Yamamoto [intervistato da Ligaya Salazar nel corso della mostra che lo ha visto protagonista al Victoria & Albert Museum lo scorso anno abbia confessato alla giornalista che gli domandava contro quali personalità della moda egli si confrontasse] abbia detto: “It’s funny, but I’m always fighting with female designers: Coco Chanel, Vionnet and Schiaparelli. Three geniuses I can’t beat / E’ divertente, ma mi ritrovo sempre a “lottare” con tre stiliste : Coco Chanel, Vionnet e Schiparelli. Tre geni che non posso battere” .        

            Anche i grandi stilisti stanno a guardare.….

A presto,
Nichka

BIBLIO LENS:

  • BETTY KIRKE, Madeleine Vionnet, foreword by Issey Miyake,  2012, Chronicle Books;
  • SYLVIE AUBENAS, VIRGINE CHARDIN, XAVIE DAMANGE, Elegance. The Seberger Brothers and the Birth of Fashion Photography, 2007, Chronicle Books;
  • PAMELA GOLBIN, PATRICK GRIES, Madeleine Vionnet, Rizzoli New York
  • LIGAYA SALAZAR, Yohji Yamamoto, exhibition catalogue, London, Victoria and Albert Museum, 13 march-12 july 2011, V&A 2011; http://www.vam.ac.uk/content/exhibitions/yohji-yamamoto/about/

RINGRAZIO LO STORE “AL DUCA D’AOSTA” PER IL PERMESSO ACCORDATOMI NEL FOTOGRAFARE LE VETRINE ELEGANTI E CURATE CHE MI HANNO REGALATO UN FREMITO DI FELICITA’.