Archivi del mese: maggio 2012

Le jeu des senteurs

Narra la Historia Augusta (Vita di Eliogabalo, xxi.5) che, un giorno, l’imperatore Eliogabalo (al secolo Sesto Vario Avito Bassiano, nato a Emesa nel 204 d.C. e morto a Roma nel 222 d.C., imperatore dal 218 al 222 d.C.) forse per spezzare la noia della vita di corte, o per vivacizzare le sorti oramai già decretate di un banchetto che si stava a lungo protraendo, decise di far rovesciare così, dal niente, sui convitati, una coltre spessa di petali di rose…tanto da farli soffocare….

Si ispira a questo evento di una Roma oramai sibaritica l’opera di Sir Laurens Alma-Tadema (Dronrijp 1836-Wiesbaden 1912) dipinta nel 1888 ed oggi in una collezione privata: “LE ROSE DI ELIOGABALO”

Il giovane sovrano (in alto sulla sinistra), oziosamente sorpreso, osserva la scena dal suo triclinio vestito d’oro (aveva introdotto il culto solare..):  come avrà commmentato con la propria madre la sorpresa?

La tela di Alma-Tadema, pittore molto vicino agli Olimpici di Leighton, mi ha ispirato un gioco di sentori: accostare i profumi alle opere d’arte. Ed un’0pera siffatta mi ha fatto venire a mente la nuova ode alla rosa creata da Diptyque: Eau Rose.

Benché ci sia un’ispirazione diretta al poeta Ronsard da parte dei creatori, questa delicata sinfonia di rose diverse e palpitanti mi rimanda direttamente all’opera di Alma-Tadema, per l’incredibile varietà di sentori sottili e per l’incanto solare che essa ispira.

Ancora sulla rosa non posso non indugiare su KEIKO MECHERI  e su due sue creazioni: DAMASCENA un nuovo incontro tra la regina delle rose, quella di Damasco, resa ancora più sottilmente affascinante con l’accostamento alle bacche selvatiche e ad un tocco di muschio….e ad ATTAR DE ROSES, gioco sinfonico equilibrato tra le profumazioni di rose antiche e nuove, con un tocco caldo di legni ….

Per LAURENS ALMA-TADEMA: Alma Tadema e la nostalgia dell’antico. Catalogo della mostra (Napoli, 19 ottobre 2007-31 marzo 2008) Mondadori-Electa; Rosemary J. Barrow, Sir Lawrence Alma-Tadema, 2003 Phaidon Press; Christopher Wood, Victorian Painters, Hystorical Survey and plates.

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Ci sarà stata una passeggiata: c’è sempre una passeggiata. Ci sarà stato un fugace sfiorarsi di mani. Ci sarà stato un leggero e timido guardarsi negli occhi per dire il non detto. Ci saranno stati miriadi di pensieri vorticanti…fino al momento in cui, là, nella piccola loggia d’edera vestita, lei ha ceduto….Ed avrà ceduto come le giovinette di buona famiglia facevano: offrendo la propria mano ad un bacio che era un sigillo. Ed una promessa di futura felicità. (troppo Austen?)

Arthur Hughes (Londra 1832-1915), AMORE D’APRILE , 1858, Londra , Tate Gallery

Questo strabiliante dipinto, per tecnica esecutiva e per la resa polita dei colori e di quella sciarpina d’organza e seta che brilla, mi ha fatto venire a mente due creazioni, sempre di Diptyque: L’OMBRE DANS L’EAU  e L’EAU DE LIERRE.

Nell’abbraccio della rosa bulgara, ecco che spunta come una sorpresa un tocco di mora e cassis, reso cristallino dal muschio finale.

Ma la ragazza del quadro lo voleva veramente il suo amato e, giusto per dirvi che non è affatto una sprovveduta, la passeggiata era stata accuratamente calcolata…

E’ per questo piglio volitivo che ho pensato a L’Eau de Lierre: sentori fugaci verdeggianti  e amari, ma resi sottili dal ciclamino e da qualche grano di pepe verde. Con un twist così, lo si può dire..avvinto per sempre.

 Su ARTHUR HUGHES, seguace della confraternita dei Preraffaelliti e formatosi sul solco dell’opera di J. E. Millais, rimando alla bibliografia sui Preraffaelliti stessi, primo fra tutti al saggio di John Ruskin, Turner e i Preraffaelliti , Einaudi (se ancora sul mercato);  in uscita ad agosto del 2012 Henrietta Garnett,Wives and Stunners: The Pre-Raphaelites and Their Muses; H. Birchall, Pre-Rapahelites, Taschen…e tutta la ricca bibliografia di lingua inglese sull’argomento.

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Quel mattino aveva piovuto abbondantemente e i Signori erano titubanti: avrebbero posato per il ritratto oppure no? Alla fine si decisero, ed anche su indicazione del pittore stesso, posarono all’aria aperta, con l’erba ancora bagnata ed il cielo incerto fra il plumbeo e il sereno. Il padrone di casa  era giusto tornato da un partitella di caccia e si fece convincere a non lasciare il suo fucile; la padrona, per scongiurare il maltempo, optò per un abito in satin azzurro polvere, reso cangiante dai raggi solari che di tanto in tanto facevano capolino tra le nuvole in viaggio.

Sir Thomas Gainsborough (Sudbury, Suffolk 1727 – Londra 1788), RITRATTO DEI CONIUGI ANDREWS, 1750 ca, Londra, National Gallery

Un capolavoro regency! E non nego che ogni volta che ammiro quest’opera, la mia mente corre alle cronache del Barset di Trollope,  a Middlemarch o al Mulino sulla Floss. Il cielo che si riflette sull’abito e viceversa; i toni riposanti dei verdi e degli azzurri. Solo forse gli Andrews un po’ tristi, ma chissà: forse quella mattina era freschetto….

Per la Signora ed il Signor Andrews, ça va sans dire, direi di puntare su un classico: EAU DE CAMPAGNE di SISLEY

Un fresco profumo adatto sia a lei che a lui: note di agrumi, mughetto quanto basta e foglie di pomodoro racchiusi in un jus che sprigiona sentori verdi ed accordi di basilico.

Sempre rimanendo nel contryside, penso che ai coniugi Andrews avrebbe potuto piacere anche YERBAMATE di LORENZO VILLORESI.

Té, agrumi e lavanda, il sentore fumoso del mate sudamericano e del fieno odoroso.

“Il Ritratto dei Coniugi Andrews” non può non avervi rimandato a quel capolavoro cinematografico  di Stanley Kubrick che fu “Barry Lyndon”. A quegli stessi ambienti, a quelle eleganze, a quei tableaux vivants, ma sosprattutto a quel satin azzurro polvere è dedicata una fragranza meravigliosa di MARIA CANDIDA GENTILE: BARRY LYNDON . Su un primo accordo di erbe aromatiche, giocano a rimpiattino l’artemisia e l’erica…per essere scaldate dai legni delle note di fondo.

S. Kubrick, frame da “Barry Lyndon”, 1975.

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Il mondo dei profumi è esaltante e, ovviamente, ricco di reminescenze. Un tempio nel quale mi perdo spesso è AEDES DE VENUSTAS. 

Vi invito ad entrare…fintanto che preparo il prossimo post sull’argomento, con nuove liaisons dangereuses….

A presto,

Nichka

Parallel worlds | Parallel works

Inspired by the marvellous Mari Ishikawa’s book “Parallel worlds” (2011, Gesellschaft für Goldschmiedekunst e.V.),  I’ve tried to compare different kind of contemporary jewels to ancient and modern work of arts, mostly taken from the figurative arts. A sort dialogue between past and future and a consideration about the concept of how and how much we’re indebted to the past.

I’ve considered the works of three artists: Mari IshikawaMaria Rosa Franzin and Judy McCaig: I really love their works and I focused on what reminds to the memories of the past: here’s my personal sketchbook on brooches, a truly beloved piece that I consider a little small world.

MARI ISHIKAWA | LUCAS VAN LEYDEN

M. Ishikawa, Brooch, silver, 2011

Lucas van Leyden, Ornament with two tendrils, Engraving, 1509 ca

When i saw Ishikawa’s brooch I had no doubt: suddely my mind took wing to a wll known destination: 16th century’s Leyden. Lucas van Leyden’s engravings were well known at his time (he lived in Leyden until his death in 1533)  and he mastered this technique magically: his silver shades are still a masterpiece.

MARIAROSA FRANZIN | PIET MONDRIAAN

Piet Mondriaan, Red Tree, Grey Tree, Apple Tree (from 1908 to 1913)

M.R. Franzin, “Albero”, brooch, 2005, gold, silver, coral

I do love this piece: an extremely polished silver-gold surface hides and offers, at the same time, a red coral tree. As a promise of an inner passion, the coral stands out in its (only in appearance) precarious balance. And even if you can detect the tiny movements of the tree, the whole piece reminds you to an exquisite sense of harmony made by lines, colors, surfaces.

JUDY McCAIG| GIUSTO DE’ MENABUOI / GLYPTIC

J. McCaig, “Sun”, perspex, paint, gold leaf, silver, tombac, 2011

Giusto de’ Menabuoi, Annunciazione, Padova, Basilica del Santo, 1382

This piece was presented last year in Padua at the first edition of the Mario Pinton International Award for contemporary jewellery and even if it’s formerly inspired by Giusto de’ Menabuoi’s frescoes at the Basilica del Santo (1382), the oval form recalls to the ancient roman and renaissance glyptic…which always had  admirers and connoisseurs through the centuries till our days.

Judy McCaig, Brooches

Giovanni Bernardi, The punishment of Tytus, rock-crystal intaglio, (1530?) British Museum

See also:

http://en.wikipedia.org/wiki/Engraved_gem

http://en.wikipedia.org/wiki/James_Tassie