Elogio della lentezza

Tempo della vita e tempo della cucina. Essi non scorrono con la stessa intensità ed il tempo della cucina per molti di noi è un tempo inutile. Le società occidentali, così frenetiche, così  sempre prese dall’ansia e dalla corsa ( verso cosa e verso chi non si sa…) hanno trovato molti metodi per ridurre il tempo della cucina: le delizie sotto la neve ( quelle del congelatore!), le novità in busta apri-cuoci-e-gusta, i barattoli solo da preriscaldare….ma della lentezza della cucina che ne è stato? Riconoscendo che ci si stanca e che non è facile stare a i fornelli, mi domando perché non attendere i canonici venti minuti del risotto? Ci sono magie chimiche come la lievitazione o il lento sobbollire dell’acqua pazza che non possono ascriversi al tempo “normale”: bisogna saper aspettare. E quando s’impara ad attendere che il composto raddoppi il suo volume o che le carni tenere del pesce si lessino al lento tremolar dell’acqua, allora, secondo me, s’impara ad avere un approccio diverso alla vita. Mi rendo che non è facile e che la vita a volte ci richiede più tempismo di quanto non ne richieda una gelatina di more, ma sono altresì convinta che  il saper aspettare non solo aumenti la nostra ricchezza interiore e che ciò ci riporti ad una dimensione spazio-tempo in cui siamo noi il centro del mondo e non viceversa. E’ fuor di dubbio che la vita ha delle priorità che non sono quelle delle tre ore di cottura del cotechino o del brodo di carne, ma una volta compreso quanto l’attesa possa essere una ricchezza e non una perdita di tempo, allora forse avremmo fatto un passo verso una nuova percezione di noi stessi.

Tempo fa incontrai una mia compagna delle scuole superiori e dopo i convenevoli di rito, i saluti e gli abbracci ci raccontammo nel breve spazio a disposizione quello che avessimo fatto e, ad un certo punto, lei mi disse ” il tempo è un lusso che non mi posso permettere”: rimasi pietrificata. Non  aveva tempo di leggere, di andare al cinema, il lavoro la prendeva così tanto…..

Ecco: riprendiamoci il “nostro” tempo, cominciamo dai  minuti canonici del risotto: io, mentre giro e rigiro il composto con il cucchiaio di legno, ho sempre con me un buon bicchiere di vino…

Ci sono alcune ricette che fanno della lentezza il loro punto di forza: il pane fatto in casa; il pan brioche, la gelatina dolce o salata che essa sia, le uova Bocuse, l’orata all’acqua pazza…..Mi piace pensare il calore lento del fuoco o del bagnomaria caldo avvolgano le pietanze come una dolce coperta. E piano piano la cottura si ultima. Sotto i nostri occhi che vorrebbero i cibi più pronti più svelti, questo lento calore del tempo li rende senz’altro attesi, ma forse, ancora più buoni e saporiti.

LE UOVA BOCUSE

Un uovo intero…o più d’uno a seconda del vostro commensale

burro

sale e pepe q.b.

Ungete senza risparmio una ciotolina di porcellana o un ramequin con del burro, subito dopo aggiungete un pizzico di sale ed uno di pepe (se volete potete ovviare al pizzico di sale con del burro leggermente salato).

Rompete l’uovo e/o le uova nella ciotola ed abbiate cura di porre  i ramequins all’interno di una casseruola nella quale avrete versato un po’ d’acqua, quanto basta affinché essi non galleggino disordinatamente. Ponete la casseruola sul fuoco più basso del vostro piano cottura e…attendete, attendete, attendete……fino a che l’albume non diventi sodettino e fino a  che il tuorlo  si sia  fatto una goccia cremosa…..

Accompagnate le vostre “uova Bocuse” con dei crostini di pane.

 La  bontà e la bellezza delle “uova Bocuse” risiedono nella lentissima cottura e nella solitaria, strabiliante semplicità del loro sapore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...