Archivi del mese: marzo 2011

RANDOM POETRY

Ognuno di noi possiede un lettore mp3: dalla sua comparsa nel mondo della tecnologia, questo piccolo oggetto ha cambiato radicalmente il nostro approccio non solo alla fruizione della musica, ma anche delle immagini, dei video, allo stoccaggio dei files dai contenuti più disparati perché ne potessimo godere in ogni momento, in ogni luogo e, soprattutto, in random: in modalità casuale.[Scriverò in un altro post del come e del perché – secondo me- il lettore mp3 di ciascuno di noi sa sempre come stai: purché sia in random.…]

Ho fatto questa premessa perché l’artista di cui voglio parlare è conosciuto con il nome di KennyRandom e, da anni regala a Padova e ai suoi abitanti,  la sua random poetry“: poesia in modalità casuale che si affaccia sui muri, ti sorprende svoltando l’angolo di una via o si fa trovare nei luoghi più disparati, colorando la città e aprendo le finestre dell’immaginazione e del cuore: come un volo di farfalle.

KennyRandom, che mi piace pensare essere l’ideale contraltare di un altro straordinario artista (troppo, troppo poco e semplicistico definirli entrambi dei writers) che regala ai muri di Bristol visioni poetiche ed ironiche del mondo d’oggi, il celebre Bansky, ha cambiato nel corso degli anni la sua fisionomia di artista, rinnovando la propria l’opera e i propri soggetti.

Dapprima erano effigi di donne e uomini che ci osservavano tristi e malinconici dai muri: non ho mai pensato fossimo noi a guardare loro, ma  il contrario: erano e sono loro ad osservarci e ad immalinconirsi sulle nostre viste tristi, piene solo di lavoro lavoro lavoro e nient’altro, senza la capacità di accorgerci di ciò che ci sta intorno. Come angeli sulla città (vi ricordate Wenders?), angeli senza nome, di volta in volta creati solo in monocolore, talvolta su sfondo più colorato o diluiti in murales lungo i muri di un chiesa che rammentano – al visitatore che s’accorge passando- di come scialba ed incolore possa essere talvolta la nostra esistenza.

Angeli sulla città in veglia.

Ma un artista per essere tale -a mio modesto parere- ha sempre da rinnovarsi e con il tempo KennyRandom è cambiato: e rinnovarsi non è sempre facile: hai bisogno di molta umiltà e di osservazione per lasciare la via per la quale ha raggiunto la notorietà, le mostre fatte e il corollario annesso.

Ora non sono più gli angeli sulla città che compaiono sui muri: è lui stesso che compare: ha un silhouette slanciata, le caviglie sottili, uno strano pastrano -come una mise ottocentesca- ed un cilindro un po’ sbilenco dal quale escono le meraviglie. S’accompagna sempre ad un enigmatico gatto: felini entrambi che con passo felpato ci regalano delle immagini di una tale delicata e colorata poesia che è davvero una random poetry!!! E qualcuno che ti regala poesia così, che apre queste finestre, ha solo da essere ringraziato.

E poi, quello che più titilla la mia curiosità e stimola la mia immaginazione è conoscere come crea tutto ciò: come fa? Quando arriva? Come sceglie la parete o il muro che più gli si confà? A che ora prende la bomboletta ed i suoi attrezzi per farci trovare il giorno dopo le meraviglie che ci sorprendono svoltando l’angolo?

Si mimetizza di giorno e sceglie il luogo… poi concepisce l’idea… poi prende possesso del luogo quando la città è assopita?…e poi il gatto lo segue? Chi lo sa…

Ecco, adesso non sono più gli angeli sulla città a vegliare: è lui stesso che si fa portatore di colore, immaginazione e di delicata poesia: sono lui ed il suo gatto a dirci che se alzi lo sguardo dove meno te l’aspetti c’è sempre qualcosa che valga la pena di essere osservato….e che c’è altro nella vita.

Cercatelo o lasciate che sia lui a trovare voi: in fin dei conti, questa è la modalità KennyRandom.

A presto,

Nichka